Una Mappa di Probabilità dell’Universo

Una Mappa di Probabilità dell’Universo

sabato 25 settembre 2010

Gandhi non era amministratore di condominio

Nella vita uno mica se lo sceglie il lavoro. Passi la tua adolescenza su un campo di calcio a correre sopra e sotto su quella dannata fascia, facendo cross che poi quella mezza sega di attaccante che ti ritrovi in squadra non è capace di convertire in goal. Mica è sempre facile, direte voi, giusto? Qualche volta la cazzimma ti ha portato a dribblare tutto e tutti, inclusi i gufaggi del tuo mister, che non sia mai detto: "Quello lì terzino deve giocare, non spariamo minchiate! E' basso! Mo' che faccio? Mi metto uno basso lì davanti?!?" Gianfranco Zola, Vincenzo Montella e Totò Schillaci erano tutti giganti, infatti, vero? Ma nella vita uno il suo ruolo non se lo sceglie. Prendete il mio caso. Volevo fare il giudice io; mettere le cose a posto, dare ordine e disciplina in questo marasma di sistema, che poi io mica l’ho capito perché è tutto così incasinato! Che lo sapete voi, per caso?

Insomma, magari giudice era un po’ troppo, papà faceva il postino, e da quello che mi dicono bussava almeno tre, quattro volte, e non sono solo storielle. A me è andata molto meglio però: dopo aver attaccato le scarpette al chiodo sono diventato uno che conta. Che lavoro faccio? Eh, ma come, non lo avete già capito?

Aho, siete de coccio, però: faccio l’amministratore di condominio. Sissignore, non è cosa da tutti, ma sono sempre stato un po’ "amorevole testa de cazzo", me lo dico da solo, e così facciamo prima. Credo che nessuno nella vita possa scegliere il proprio mestiere. Ho sentito dire che anche il nostro Premier, il Silvio Nazionale, avesse altri progetti “in testa”; tipo voleva essere il Charles Trenet italico, mi pare.

Figuratevi. Io volevo essere il nuovo Falcao, ma il destino ha voluto scegliere una strada diversa, e una caviglia intera almeno mi è rimasta, problemi non ce ne sono, se è per questo...

Ogni mattina ti svegli, dai un bacio alla tua compagna e scendi in trincea, perché non è un lavoro per moscibecchi l’amministratore di condominio. E io non sono né babbo natale né il presidente del consiglio, e anzi come dico ogni giorno: “Gandhi non era certo un amministratore di condominio, ma io, Carmine Arbusti, invece si, e credetemi se ve lo dice uno che non per niente mica è gandhiano convinto: voto per quello che voleva fare il Trenet italiano e ne son fiero, io!

Special thanks to Dario Cassini

 

Nessun commento:

Posta un commento