
"Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo"(Gandhi)
Sono di nuovo io, Carmine Arbusti, terzino
per necessità, amministratore di condominio per scelta. Io me la ricordo bene
quella partita dei play off: il mister mi disse: “Qualunque cosa succeda tu non staccarti da
Lombardi, marcalo a vista.” Però Lombardi era una mezza sega, e io su quella fascia correvo come
un dannato. Avrò fatto dodici cross, tutti perfetti, ma tutti inutili. Colpa del
mio attaccante, quello invece di pensare ad allenarsi si doveva sbattere la
commessa di "Intimissimi", mica poteva rendere poi in campo, se passava le
giornate ad incornare nella stanza da letto, giusto?
Io invece sono sempre stato un tipo serioso, ma il calcio è un gioco, non è come la faccenda del condominio. Insomma, morale della favola, su quella fascia io c’ho lasciato la mia caviglia migliore, la partita l’abbiamo persa ai rigori, si quel testa di cazzo di De Marco se l’è fumato, lo dovevo tirare io, ma con una caviglia sola non potevo proprio.. è andata così. Mi sono rifatto molti anni dopo, però…
Come diceva Gandhi, "sono le azioni che
contano, sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo", e allora
io che voglio veder tornare l'ordine e la disciplina nel mondo a cominciare dal
condominio, agisco di conseguenza e promulgo le leggi fascistissime che
aboliscono il diritto dei gatti dei condomini a manifestare la loro voglia di
montare la gatta dell'igienista dentale del secondo piano con schiamazzi
notturni sotto la mia finestra, nonché abolisco il diritto dei condomini di sesso
maschile a manifestare la loro voglia di montare l'igienista dentale istessa.
Però c’è da dire questo, Gandhi il grande teorico
della non violenza e della moda del digiuno come atto di protesta “pacifico” non
ha mai dovuto sorbirsi una riunione di condominio; mi sarebbe piaciuto vederlo
all’opera, in quella baraonda di voci, emozioni ed esibizioni
epidittiche: quelli vogliono il sangue, qualcuno vorrebbe strapparmi il cuore;
che ne sanno quelli che me chiamaveno “er killer” per i calci che davo agli attaccanti. “Non si ha bisogno di essere felici per ricominciare”, l’ho
letta dentro un bacio perugina, questa. Eh... che volete, ogni tanto faccio
pure io uno strappo alla regola, e adesso mi sono deciso, andrò ad
allenare la squadretta di mio nipote, mi è tornata la voglia di respirare campetti
polverosi e spogliatoi. Sapete, certe volte è dura essere un amministratore di condominio,
e poi mica sono Gandhi io, anzi, voto per quello là, il
Trenet mancato di Arcor man! Diversamente pettinabile come direbbe Dario
Cassini.
Nessun commento:
Posta un commento